Stelladi Francesco Pacienza

Arancione, oro e verde scintillavano sull’oceano…l’acqua brillava di fuochi ultraterreni, il silenzio incorniciava quella magica visione, un silenzio che dava agli uomini l’idea d’esser sordi, i sensi rapiti da quello scenario meraviglioso…Wilbur Smith, La spiaggia infuocata

Parlare di mare significa inevitabilmente parlare anche dei suoi colori.Il sesto continente con la sua superficie dipinta da infiniti colori che solo la tavolozza di un pittore saprebbe immaginare e riprodurre. Infiniti colori dalle sfumature impercettibili ma dense di emozioni  e sensazioni:  il blu, l’azzurro, il turchese, il verde, lo smeraldo, il nero, ecc.

Tutti credono che il mare sia blu, ma è tutto tranne che quello; è sotto la sua superficie che i suoi colori esplodono in mille forme di vita diverse. E’ sotto la sua superficie che l’occhio, la mente e lo spirito restano affascinati da questo caleidoscopio che ti cattura inesorabilmente facendo vagare la mente verso concetti che nessun altro posto sulla terra, per quanto bello ed incantevole, riesce a trasmettere.
Se è vero che i pittori sono i migliori amici dei colori. allora chi ha dipinto il mare e le sue infinite sfumature ne è stato interprete sublime, il suo miglior amico.

Persino la notte, quando la sua superficie si colora di nero, sotto l’esplosione dei colori è inarrestabile; spettacolo riservato a pochi fortunati sub che amano immergersi in questo liquido nero alla scoperta dei suoi abitanti vestiti dai mille colori che esplodono in tutta la loro bellezza cromatica quando vengono investiti dal fascio di luce della torcia.
Ma nessun colore può esistere se non vi fosse la luce, essa stessa fonte e dispensatrice di colori attraverso il suo spettro fotocromatico.

I colori assumono diversi significati e ci indicano molteplici cose: il rosso di un semaforo ci indica un pericolo ma il rosso di una chioma femminile ci seduce, così come il rosso dei pesci o delle spugne incrostanti ci affascinano per la loro bellezza, il rosso di uno scorfano indica alle altre specie  che si tratta di un potenziale pericolo. ma lo stesso rosso di un gambero o di una stella non rappresentano lo stesso messaggio. Prerogativa del mondo marino, a differenza di quello animale terrestre, quella di comunicare attraverso i colori essendo l’emissione di suoni limitata a pochissime specie. Ecco che nei fondali marini, con particolare attenzione alle acque limpide e cristalline delle barriere coralline, l’esplosione dei colori è alla sua massima espressione; i pesci che vivono in queste acque sono dotati di una particolare acuità visiva di tipo cromatico che permette loro di percepire i segnali cromatici a notevole distanza. I colori dei pesci rappresentano un valido contributo alla loro difesa, infatti un branco di pesci formati tutti dallo stesso colore sgargiante impedisce al predatore di fissare l’attenzione su un’unica preda in particolare.
I colori, anche nelle specie che abitano il mare allo stesso modo di alcune specie terrestri, svolgono una importante funzione di selezione nelle fasi di corteggiamento e di accoppiamento; maschi con colori forti ed appariscenti attireranno le femmine in misura maggiore di esemplari con colori non più accesi.

L’accoppiamento cromatico del giallo con il nero rappresenta un segnale di pericolo; sulla terra questo colore è “indossato” dalle vespe e dalle api che avvisano che sono in grado di pungere i molestatori, in mare questi colori sono tipici dei Pesci Farfalla (Chaetodon) (molto aggressivi nei confronti dei loro simili), Pesce scatolo (Lactophrys).  Queste colorazioni devono essere quanto più appariscenti possibile affinché i predatori imparino subito a riconoscerle, a ricordarle ed a temerle.

In mare il colore serve anche come elemento di mimetismo, per celare le forme facendole passare per altro; ed ecco che il bianco candido del nudibranco  Discodoris atromaculata (Vacchetta di mare), che risalta sul rosso e sull’arancio delle spugne su cui vive e di cui si nutre, con la vistosa presenza di macchie nere permette di disgregarne la forma consentendo una protezione dai predatori che altrimenti non avrebbe. Nei polpi e nelle seppie l’interpretazione del concetto di mimetismo cromatico è sicuramente alla sua massima espressione, essi, infatti,  in frazioni di secondo riescono ad imitare perfettamente ogni più piccola sfumatura di colore dell’ambiente circostante.

In nessun altro posto sulla Terra è possibile ammirare una tale varietà di colori e sfumature come sul mare e nelle sue profondità.


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